Il termine hypersuasion è stato coniato dal filosofo Luciano Floridi (Yale University e Universita di Bologna) per descrivere il potere intensivo e trasformativo dell’intelligenza artificiale nel modificare credenze e comportamenti attraverso contenuti personalizzati e strategie basate sui dati.
L’Al oggi non si limita a convincere come faceva la retorica classica, ma anticipa, adatta e ottimizza messaggi mirati sulle nostre vulnerabilità cognitive, emozionali o culturali, spesso in tempo reale.
E così che diventa hyper: più veloce, precisa, capillare e invisibile.
L’Hypersuasion (ipersuasione) potenzia chi persuade, rafforza il messaggio, rende più facile raggiungere gli obiettivi, ma indebolisce chi riceve, perché riduce la nostra autonomia decisionale.
Ecco perché il professor Floridi parla di tecnologie del potere: chi controlla l’Al persuasiva, controlla anche ciò in cui crediamo, ciò che desideriamo, e talvolta, ciò che decidiamo.
La buona notizia? Possiamo ancora governarla. Secondo l’autore, le 4 chiavi sono:
Proteggere la privacy per difendere l’autonomia
Favorire la concorrenza tra voci persuasive
Pretendere responsabilità e trasparenza nell’uso dell’Al
Educare a riconoscere e affrontare la manipolazione digitale
*Luciano Floridi, Hypersuasion. On Al’s persuasive power and how to deal with it, SSRN (2024)

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